Natura premet

Cara Musette, donna dalle mille sorprese e dalla ferma parola! Quello che ha promesso ha mantenuto (a dire il vero, a me era sembrata più una minaccia!), e ora mi trovo coinvolto (sappia, non consenziente!) in questo cicaleccio epistolare che, oltre a testa, fantasia, solerzia e buona scrittura, richiede una sapienza che è una bella scudisciata alla mia afasia tecnologica. Non sufficientemente scortese per romperle il giocattolo appena inaugurato, spero che possa pentirsene il prima possibile e restituirmi alla mia beata ignoranza!
Tanto per cercare di deluderla subito subito, le rivelo il perché del mio invito a incontrarci solo dopo un’ora nella carrozza ristorante per prendere un caffè insieme. Quella dilazione non era affatto dovuta a chissà quali suggestive ragioni! Né era motivata da chissà quale bisogno di “farmi la propria tana” nel mio posto. Non sono così sentimentale né così sensibile: un posto sul treno per me non è altro che un tautologico posto su un treno. Niente di più. Anzi, il più delle volte fastidiosamente vicino a moleste sorgenti di rumore. D’altra parte non sento neanche il bisogno di apparecchiarmi il tavolinetto antistante con beni di conforto vari. Le confesso piuttosto che, ogni volta che vedo qualcuno mangiare in treno, mi ricordo un’invettiva di Maupassant contro gli screanzati che, in carrozza, tirano fuori i loro fagotti e le confezioni di cibo precotto. “Nel caso, potete sentirvi autorizzati”, prescriveva lo scrittore francese, “anche a togliervi scarpe e calze e tagliarvi le unghie dei piedi”, tanto era il disgusto che in lui procurava la sconvenienza di tutto quel masticare e bere in pubblico. No, no. La dilazione del mio invito era dovuta solo a due ragioni molto basse.
La prima: “natura premet”, diceva quel tal famoso cardinale, ogni volta che si vedeva costretto a interrompere non so che importanti consessi. Mi risparmi l’obbligo di essere più esplicito. Non sarei sincero, ma solo sfacciato.
L’altra ragione: era mia ferma intenzione averla prima vinta su un insidiosissimo schema diabolico di sudoku che mi aveva già dato molto filo da torcere. Come vede, la sua facile suggestionabilità può farle brutti scherzi. E’ vero. Fumando una sigaretta sul binario in attesa che il treno partisse, sono stato io a chiederle cosa stesse leggendo. Dice che sono stato un po’ brusco? A dire il vero, a me era sembrato di averle rivolto la parola con una gentilezza addirittura soave. Ma tralasciamo questo dettaglio.
Le ho chiesto cosa stesse leggendo (la deluderò di nuovo) non perché abbia particolare curiosità nei confronti dei libri che vedo fra le mani di lettori vagabondi, ma solo perché… Intanto perché volevo distrarmi dall’attesa della partenza, che da parte mia si stava facendo un po’ frenetica (!!)… E poi perché, avendola anch’io intravista in treno tante volte, m’ero fatto l’opinione di quale tipo di lettrice lei fosse. Volevo quindi verificare il mio giudizio. "Leggo Philip Roth", mi ha risposto alzando gli occhi dalle pagine del libro. Le confesso che ho trovato la risposta un po’ adolescenziale… "Oggi facciamo Manzoni, facciamo Petrarca…", si diceva a scuola. "Leggo Philip Roth" m’è sembrato di un’innocenza un po’ disarmante. Dentro di me ho pensato che ci sarebbe stato da divertirsi un po’ con lei, dopo, prendendo il caffè… Cosa le è piaciuto del libro (quale?) di Roth sarà oggetto di una nuova lettera? A brigante brigante e mezzo, mi viene da rispondere. Per cui a mia volta io le scriverò sul perché secondo me dovrebbe leggere "La prodigiosa storia di Peter Schlemihl" di Adelbert von Chamisso. Niente di più lontano dal tipo di lettrice che m’ero fatto l’idea che lei fosse e che la sua risposta ha confermato. Un’ottima ragione da opporre al suo Philip Roth, immagino.

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Suo Papillon

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Informazioni su Musette-non-musette

Una donna che viaggia leggendo e che legge viaggiando.
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3 risposte a Natura premet

  1. grilloz ha detto:

    a volte e’ meglio tenersi le proprie illusioni…

  2. Papillonontreno ha detto:

    …che però spesso hanno meno sostanza…

  3. grilloz ha detto:

    difficile valutare la sostanza delle illusioni…

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