Cambio di stagione

Caro Papillon,
da ieri sto cercando di risponderle ma la macchina infernale non dà segni di vita. Ho letto con sconcerto ciò che ha scritto. Peccato, era un bel gioco. Prendiamo atto una volta di più della dilagante malattia egotica che questo mezzo certamente accentua. Mi dispiace per alcuni lettori che passavano in questi scompartimenti e si soffermavano sulle nostre pagine. E mi dispiace per me, che amavo scriverle e ricevere le sue lettere. Vorrà dire che continuerò a farlo su carta, per non privarmi del piacere che questa corrispondenza mi ha regalato. Andare da un’altra parte? Con i nostri nomi? Ci penserò. Ma non mi illudo: qualche simpatico personaggio spunterà come un fungo in autunno, dovunque. (C’è un sacco di gente che non ha nulla da fare, non trova?).
Mentre le scrivevo, ieri, mi è venuta in mente una cosa a cui non pensavo da anni: quando ero giovane, una ragazza, sono stata in collegio per un periodo. Le suore aprivano la nostra corrispondenza e io ne feci una malattia. Chiesi a un amico di scrivermi lettere forti, dense di sesso, di politica, di provocazione. Fu uno scandalo, naturalmente. Oggi sorrido. Quel periodo è passato e mi ha lasciato per sempre un piacere segreto nel ricevere lettere. E chi le  leggeva di nascosto? Ne è stata privata, per sua stessa causa, e forse, chissà, tra una ragazzina appassionata e un’adulta cristallizzata è stata quest’ultima ad avere la peggio, a sentirsi più sola. Mi piace pensare così, che quelle rubate abbiano suggerito pensieri, alla ladra, e le si siano infilate nella testa, da qualche parte.
Non ci pensi, Messere Papillon: una risata vi seppellirà, diceva quel tizio.

Comunque, il tempo è cambiato. Qui il cielo è grigio, l’aria è fredda e ci sono i primi segni d’autunno. Ho ritirato in casa il ficus che a giugno ho messo sul balcone, perchè si è macchiato di giallo, appena appena. Cambio di stagione, con quel po’ di malinconia che sempre avverto alla fine dell’estate. Prendiamola, così, Messer Papillon: cambio di stagione, inevitabile. Dopo l’anguria e le pesche viene l’uva, i cachi, le castagne.
Buon autunno, Messer Papillon

Sua Musette

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Una donna che viaggia leggendo e che legge viaggiando.
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